sabato 24 marzo 2012

Storia del Subbuteo

Subbuteo Storia del Subbuteo

LE PRIME FORME DI SUBBUTEO
Il gioco del calcio, così come la corrispondente versione da tavolo, è nato in Inghilterra verso la fine del XVIII secolo e, sin dagli inizi, ha visto crescere in modo inarrestabile, il numero dei suoi estimatori.

La leggenda narra che la prima rudimentale forma di calcio da tavolo, sia nata per opera dei marinai inglesi, i quali non potevano praticare il football per mancanza di spazio bordo delle navi. Con del piombo, quindi, si fabbricarono delle primitive sagome di giocatori in miniatura, che utilizzavano per calciare una palla grande quanto una di quelle impiegate per il ping-pong.

Questa è, probabilmente, la vera origine del calcio da tavolo e, con altrettanta probabilità, da qui trasse l'ispirazione W.L. Keelings per creare il gioco del calcio in miniatura. Esistevano già due versioni (siamo intorno agli anni 20 nell'Inghilterra della crisi economica) di gioco del calcio, il "Blow Football" e lo "Shoot", ma erano un poco prive di realismo.

IL NEWFOOTY
Dopo avere studiato a lungo il modo per riprodurre il più fedelmente possibile le azioni di gioco, W.L. Keelings creò il suo gioco del calcio da tavolo, tagliando dei piccoli piedistalli di gomma per le basi dei calciatori e delle sagome in cartone rigido. Dopo vari tentativi riuscì a trovare le dimensioni più adatte e provvide a realizzare le porte in metallo e la pallina in sughero.

Il campo fu fatto con le linee in gesso su una coperta e, subito dopo, iniziò la stesura delle regole di gioco, con l'introduzione del noto "colpo di dito" per il movimento dei giocatori. L'ultima soluzione in termine di tempo fu la realizzazione dell'asta per azionare il portiere. Il successo di questa prima edizione del gioco fu strepitoso, così, il suo autore decise di commercializzarlo non prima di averne ottenuto il brevetto il 25 Maggio del 1929 con il nome di Newfooty.

La prima versione commerciale venne messa assieme con le basi realizzate a Londra da ACME Seals, le miniature a Bristol da Robinson e con i palloni di gioco importati dalla Germania. W.L. Keelings si occupò personalmente della realizzazione delle porte in metallo trattato antiruggine nella versione lusso ed in foggia normale per le scatole economiche. Un rettangolo di gioco con le linee di gesso ed il cerchio di centro campo grande come un disco da 78 giri, completano la confezione, che è consegnata esclusivamente per posta (questa modalità di vendita è durata sino agli anni 50).

Nel 1933, la crescita degli affari lo fece trasferire in una casa più grande al numero 38 di Barlow's Lane, nel distretto di Fazakerly a Liverpool, dove poté incrementare la produzione per soddisfare le richieste degli appassionati. Il numero di questi, infatti, era cresciuto a dismisura, nonostante l'unica forma di pubblicità del gioco fosse il "passa parola". Tutto questo durò sino al 1939, anno in cui scoppiò la II Guerra Mondiale, che interruppe lo sviluppo e la produzione del gioco sino al 1947.

DOPO LA GUERRA
Dopo il termine del conflitto, il problema da affrontare fu la scarsa reperibilità di materia prima, che impose una nuova progettazione del gioco, principalmente per il tipo di componenti, con il fine di mantenere ancora abbordabile il prezzo di vendita.

La produzione fu affidata ad Austin de Speke per le figurine ed i contenitori, i palloni di gioco, ora disponibili in due misure, furono prodotte in Francia, mentre i campi di gioco a Liverpool ed a Manchester. In questo periodo fu creata l'area di tiro, così come la conosciamo ai giorni nostri.

La tecnica dei materiali comincia a svilupparsi e nel 1948 le figurine subiscono una prima radicale trasformazione. Il piedistallo, in origine interamente rosso o blu (come nelle nuove attualissime confezioni Club) venne dotato del dischetto di colore diverso superficiale e caratterizzato dall'essere cavo. Ciò comporta una minore stabilità della miniatura, che viene resa nuovamente stabile con la introduzione della famosa rondella in metallo stabilizzatrice, introdotta a partire dal 1952. Intanto, nel 1949 inizia l'introduzione della plastica per le miniature dei calciatori e per le porte di gioco, entrambe prodotte dalla U.K. Plastics di Londra.

NASCE IL SUBBUTEO
Tra il 1945 ed il 1947, Peter Adolph un ornitologo di stato appassionato del gioco del calcio da tavolo, decise di aumentare il realismo non soltanto del gioco in senso dinamico del termine, ma anche dei materiali, introducendo la realizzazione delle figurine in tridimensionale.

Il risultato delle prime produzioni fu straordinario ed il nuovo progettista decise di brevettare il suo calcio da tavolo con il nome di Hobby, termine inglese con il quale si identifica il falco lodolaio. Il nome non fu accettato e, così, Peter Adolph decise di usare solo una parte del nome scientifico del rapace, che in latino è noto come Falco Subbuteo.

Una volta ottenuto il brevetto, fondò la società Subbuteo Sports Game con il quale iniziò la produzione del suo gioco, che a parte alcuni materiali, era piuttosto simile al Newfooty.

Nel frattempo, W. L. Keelings trovò un accordo con i proprietari del laboratorio fotografico presso il quale lavorava, per avviare una produzione industriale del proprio gioco. In poco tempo gli affari si svilupparono notevolmente e la prima forma di distribuzione per posta, fu sostituita da quella più tradizionale fatta attraverso i negozi.

Nel frattempo la febbre per queste due versioni del gioco del calcio da tavolo crebbe e numerose formazioni inglesi di calcio le utilizzarono per studiare le tattiche di gioco, al posto delle vecchie lavagne. Il calcio da tavolo continuò a fare proseliti anche grazie alla promozione fatta da noti calciatori, come Sir Stanley Matthews e Nat Lofthouse.

Nel 1965 la Compagnia Newfooty acquista una fabbrica nella zona industriale di Kirkdale, ma solo poco tempo dopo W. L. Keelings decise di ritirarsi dagli affari vendendo la sua attività alla Subbuteo Sports Game."

fonte calciotavolo.virtualave.net

martedì 6 settembre 2011

Materiale Profibase; Zeugo

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Per coloro che volessero acquistare materiale per il Calcio da Tavolo,ho disponibilità di materiale Profibase

Disponibilità anche di materiale subbuteo anni 70\80

Cenni storici Zeugo
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Il calcio da tavolo Zeügo® è uscito rinnovato nel 2006 e si è affermato in pochi anni a livello mondiale come il prodotto standard per il calcio da tavolo sia amatoriale sia anche per un agonismo iniziale. Oggi chi comincia o, come spesso accade, ricomincia a giocare a calcio da tavolo parte da Zeügo®! Le squadre montano infatti basi semiprofessionali disegnate da ProfiBase® (www.profibase.eu) . La base del nuovo Zeugo® è stata disegnata secondo la Forma C®, che, inventata da ProfiBase nel 1994, si è affermata definitivamente come l’unica forma usata per le basi agonistiche a livello mondiale. Nell’elaborazione della base Zeugo® ci si è in particolare ispirati al modello C8-C9®, diverse volte campione del mondo e vincitore di innumerevoli tornei. Omini resistenti a qualsiasi urto ed amabilmente disegnati nei colori dei club più famosi al mondo,come anche altri accessori sapientemente ideati ed intelligentemente realizzati, completano anche esteticamente il prodotto, rendendolo idoneo sia a soddisfare le esigenze degli adulti sia a contribuire a rilanciare il gioco soprattutto tra i giovanissimi negli anni a venire.

domenica 28 agosto 2011

Il calcio tavolo (CdT)

Il calcio tavolo

Il Calcio da Tavolo è la versione agonistico/sportiva del gioco "Subbuteo". Il Subbuteo venne inventato negli anni '40 da un ornitologo inglese, Peter Adolph, con l'intento di creare una replica in miniatura del gioco del calcio. Il gioco, nella sua composizione minima, è formato da un panno di tessuto di colore verde su cui è riprodotto in scala il tracciato di un vero campo da calcio, due squadre di dieci miniature con sembianza umana dotate di base di appoggio semisferica più un portiere fissato ad una asticciola, due porte, ed una pallina di proporzioni sovradimensionate rispetto agli altri oggetti.Le miniature vengono colpite dai giocatori "a punta di dito" e così sospinte verso la palla. Le regole ricalcano, con i dovuti adattamenti, quelle del vero gioco del calcio: rimesse laterali, calci di punizione e di rigore, fuorigioco e calcio d'angolo.Uno degli aspetti più avvincenti è che non esistono schemi preordinati o vincoli meccanici di alcuna sorta, quindi ogni giocatore è libero di disporre e muovere le proprie miniature sul campo di gioco come ritiene più opportuno. Col passare del tempo e con la nascita della Federazione Internazionale (FISTF), le regole hanno cercato di privilegiare in assoluto la pulizia di gioco e di tocco, elementi necessari secondo noi per differenziare un semplice gioco da uno sport.Inizialmente le miniature erano figure bidimensionali disegnate su del cartoncino ed inserite su di una base semisferica. Questa versione, conosciuta come "flats" venne soppiantata negli anni sessanta dall'introduzione di miniature tridimensionali realizzate in plastica e con un peso all'interno della base che conferiva maggiore stabilità e precisione di gioco. Di questo tipo di miniature si susseguirono negli anni diverse versioni. Le prime a comparire sul mercato erano composte da una figura di calciatore che costituiva un unico corpo con un piedistallo di forma circolare che a sua volta veniva incastrato nella base di gioco. Successivamente vennero prodotte delle miniature composte di tre parti: la base di gioco, il dischetto dotato di una fenditura trasversale, e la figura di calciatore con i piedi che terminavano su di una barretta che serviva ad incastrarla sul dischetto. Questa sicuramente è stata la più diffusa ed anche la più bella tra i tipi di miniatura prodotti dalla Subbuteo, inoltre, la qualità di gioco che si riusciva a raggiungere era di buon livello; purtroppo la produzione cessò all'inizio degli anni ottanta quando iniziò il lento declino della diffusione del gioco.Negli anni seguenti si verificò un progressivo peggioramento della qualità delle miniature prodotte: se da un lato il nuovo tipo di figura, dotata di un perno centrale al posto della classica barretta, rendeva più difficile la rottura della miniatura, dall'altro le basi di appoggio diventavano sempre più tondeggianti ed irregolari non consentendo così una resa agonistica accettabile.E' proprio per questi motivi che iniziarono a comparire miniature prodotte in maniera semi-artigianale da alcuni appassionati. La federazione internazionale F.I.S.T.F. stabilì i vincoli di dimensione e peso a cui le miniature dovevano sottostare per poter essere utilizzate nei tornei ufficiali; il primo passo dell'indipendenza del Calcio da Tavolo dal Subbuteo era stato fatto. La multinazionale Hasbro, che nel frattempo aveva rilevato la Waddington come produttrice del Subbuteo, nel frattempo introdusse un nuovo tipo di miniatura decisamente migliore delle precedenti e più vicina come caratteristiche a quelle professionali attuali; la figura rimaneva quella classica con il perno centrale, ma la base di gioco era completamente ridisegnata ed era formata da un unico pezzo di plastica piena senza nessun peso all'interno. La parte a contatto con il campo di gioco è notevolmente più ampia di quella delle versioni precedenti e consente una maggiore scorrevolezza a scapito però della possibilità di praticare il gioco di effetto